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Alessandra Tropiano

Giornalista Sportiva
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​Come hai iniziato la tua carriera di giornalista nel mondo dello sport? Come sei arrivata a lavorare per la legabasket?

La mia carriera nel mondo dello sport, e in questo caso del basket, inizia grazie alla città in cui sono nata e ho vissuto: Tortona. Quando la Bertram Tortona venne promossa in serie A, nel 2021, ho collaborato con loro per la produzione di contenuti video destinati ai social e in generale al web. L'anno seguente, poi, ho iniziato il mio percorso in Lega Basket e questa è la mia seconda stagione con loro.

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Hai sempre voluto fare questo nella vita o è una cosa che si è sviluppata nel tempo?

Partiamo da un presupposto: sono sempre stata una persona molto indecisa! Fino a qualche anno fa volevo fare la ballerina (ho un passato di studi in accademia parallelamente al percorso universitario), poi, grazie a uno stage nella redazione di SkyTg24, mi sono innamorata del giornalismo, e lo sono tutt'ora. Il giornalismo sportivo l'ho "scoperto" relativamente da poco, ed è un bellissimo ambiente in cui lavorare, in particolare l'ambito basket, che trovo molto pulito e pieno di valori.

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Quali tipi di contenuti crei per le pagine della legabasket? Senti di avere qualche obiettivo principale da raggiungere?

Insieme alla mia collega Camilla sono il volto di Lega Basket. Il nostro compito quindi è raccontare il mondo del basket e in particolare la serie A, mostrandone le varie sfaccettature o dietro le quinte: c'è un mondo molto ampio e interessante, infatti, che va ben oltre il risultato sportivo. Faccio interviste, ideo script e monto video, mi occupo anche di Fantabasket, e cerco di raccontare in tutti i modi possibili la pallacanestro. L'obiettivo è sempre quello: far conoscere a tutti quanto meraviglioso sia questo sport.

Affronti delle sfide nel creare contenuti nel mondo dello sport? Soprattutto per uno sport magari sottovalutato come il basket? Pensi che i contenuti nei social possano aumentare la sua visibilità?

La "sfida", se così possiamo definirla, c' è sempre: nelle interviste cerco di far uscire (a volte con un po di difficoltà, non lo nego) anche il lato umano che c'è dietro al giocatore, perchè lo reputo interessante e arricchente; nel creare contenuti cerco sempre di trovare una chiave per parlare del nostro sport che sia originale e in linea coi valori che questo comunica. Nonostante sia ancora un po' sottovalutato, il basket in Italia sta trovando il suo spazio anche tra i giovani: è tra gli obiettivi che abbiamo in Lega Basket e i social, ovviamente, sono fondamentali per raggiungerlo.

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Hai delle fonti di ispirazione per creare contenuti e affrontare il mondo dello sport?

Diciamo che mi piace, o meglio, mi piacerebbe avere uno stile tutto mio che deriva dalla mia personalità. Ovviamente "sbircio" in giro alla ricerca di spunti o ispirazioni, che traggo sia dal mondo NBA che da mondi anche più lontani dal basket. A livello di figure, mi piace molto Dora Panteli, giornalista di Eurolega, che riesce a portare il suo lato femminile anche in un mondo prevalentemente maschile.

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Hai mai dovuto gestisci delle critiche o commenti negativi? Se si, come li hai affrontati?

​Certo, come tutti ho ricevuto sia commenti postivi che critiche (le più dure, in realtà, da me stessa: sono molto esigente, specie sul lavoro). Se le critiche sono costruttive le preferisco ai complimenti, perchè ritengo sia molto utili vedersi e analizzarsi da diversi punti di vista. Sul resto, per fortuna, riesco a sorvolare con leggerezza!

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Ci sono degli aspetti nel mondo del basket che ti appassionano di più o che magari ritieni che siano sottovalutati e di cui ti piacerebbe parlare maggiormente?

Come accennavo prima, mi piace tantissimo riuscire a far uscire il lato umano dei giocatori: le loro passioni (oltre al basket, ovvio), il loro passato, le loro insicurezze e la loro personalità. Molto spesso nel mondo dello sport ci si ferma solo al risultato, ma gli atleti sono ben più che numeri o percentuali. In più "umanizzare" il grande campione lo rende innanzitutto più vicino ai suoi tans, ma permette anche di raggiungere e far avvicinare al basket quella fetta di pubblico che magari non è interessata al solo risultato sportivo.

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Cè qualche evento sportivo o atleta in particolare di cui ti piacerebbe parlare o occuparti per creare dei contenuti?

Ho già avuto la fortuna di intervistare grandi campioni come Marco Belinelli (ero più tesa che all'orale di maturità), Nicolò Melli o Carlton Myers. Il sogno nel cassetto, che ho fin da bambina, è intervistare Alessandro Del Piero (ho ancora i suoi poster in camera!) perché lo reputo una bellissima bandiera dello sport in generale. Riguardo agli eventi, vi svelo un segreto: sono una fan sfegatata delle freccette, se non avete mai visto un mondiale Pdc... fatelo! E poi mi dite.

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Ti piacerebbe dedicarti anche al basket femminile in modo che si possa avere la possibilità di risaltarlo maggiormente?

Mi piacerebbe, e sono molto felice che quest'anno, per la prima volta, insieme alla Final Eight maschile si svolgerà a Torino anche la Final Four femminile. Insomma, scoprirò un po' di più anche di questo mondo, e non vedo l'ora!

Come vivi il tifo nei vari palazzetti d'Italia, i tifosi si rapportano con te a volte? Come vivi questa cosa?

Tra i lati che mi piacciono di più del mio lavoro ci sono sicuramente le domeniche nei vari palazzetti d'Italia. L'atmosfera, specie per alcune partite, è pazzesca e mi ricorda quanto sono fortunata a lavorare in questo mondo. Mi capita di scattare qualche foto o trovarmi a chiacchierare con tifosi che mi riconoscono, e mi fa sempre molto piacere. Ogni tanto mi fermo anche a fine partita a tare due tiri con i piccoli tifosi o i figli dei giocatori... vincono sempre loro!

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