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Fiamma Guerra

Pilota, assistente meccanico e istruttrice di moto
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Puoi raccontarci un po' della tua esperienza come pilota di moto? Quali sono stati i momenti più significativi della tua carriera?

Beh, io ho iniziato come tante, prendendo la patente (tardi!) e iniziando a girare per strada con amici e da sola. Ho fatto qualche viaggio in solitaria in sella al mio Honda CBR (la Francia e la Slovenia, più svariati km in Italia) ed un bel giorno, spinta dal mio fidanzato, ho approcciato, titubante come non mai, il mondo della pista. Nulla, è stato amore a primo turno! Mi sono innamorata immediatamente della velocità e della sicurezza che solo i cordoli possono dare! Poi e arrivato l'inverno e ho provato, per gioco e per allenamento, a fare un po' di enduro. Mi sono divertita e, sempre spinta dal divertimento, ho partecipato alle selezioni per Chica Loca, la traversata del Quarto Vuoto (deserto del Rub' al-Khali, in Oman) in sella a una Yamaha WR450F e insospettabilmente, sono passata alla prima! Era il 2020, è stata un'emozione unica, in moto, da sola, in mezzo al deserto e la notte a campeggiare in tenda con 2 litri di acqua per lavarsi e gli occhi pieni di bellezza. Non ho mai più vissuto la stessa emozione, ma penso si tratti di Nostalgia del Deserto! A detta di tutti, ancora oggi quando ne parlo i miei occhi cambiano e brillano di una luce diversa! L'anno successivo ho cambiato completamente clima: ho partecipato al

Campionato Italiano di Flat Track su ghiaccio con gomme chiodate ma... faceva troppo caldo e la pista si è sciolta! È stato un momento divertente, considerando che poi tutti mi hanno presa in giro perché "cosa vuoi aspettarti da Fiamma che corre sul ghiaccio?!". Ci abbiamo provato l'inverno successivo e questa volta non si è sciolto nulla! Una cosa incredibile correre sul ghiaccio con le gomme chiodate, una sensazione unica, uno stile di guida particolarissimo ma super divertente! Lo consiglio davvero a chiunque! Nell'estate 2021, invece, ho partecipato come unica donna iscritta al SIT su asfalto e terra e mi sono piazzata seconda di categoria Super Track. Durante una di queste gare ho fatto un incidente davvero brutto, che mi ha obbligata a fermarmi per quasi 2 mesi (a luglio non ti dico che piacere...): spalla lussata, viso spaccato in più punti, polso destro con gravi difficoltà di movimento. Con tanta testardaggine e con l'aiuto del mio trainer e fisioterapista mi sono rimessa in piedi per la gara di settembre, tra lo stupore generale e la paura del mio compagno. Sono arrivata seconda, mannaggia! Nel 2022 ho debuttato nelle gare di velocità pura in sella al mio veterano CBR (quello dei viaggi in Slovenia, lui!): unica donna in gara alla Motorace Cup, ansia e adrenalina a mille, un risultato che speravo migliore, ma comunque soddisfatta per aver dato il 100% fino alla fine! Al parco chiuso piangevo di gioia, ero esausta ma felice come non mai!

Puoi spiegarci di più sulla tua scuola di guida e sui servizi che offri agli allievi?

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Certamente! Fra una gara e l'altra abbiamo fondato Benzena BikerSchool nel 2021, dopo un anno di "gavetta" come istruttrice presso un'altra scuola ed organizzando solo piccoli eventi e raduni per conto della Scuderia per la quale correvo. Nel 2021, quindi ci siamo messi in proprio, organizzando corsi di guida sportiva in pista e sulle pit bike, corsi di guida sicura su strada e motoraduni. All'inizio, ovviamente, è stato difficile, ci siamo interfacciati con i colossi delle scuole esistenti da anni e siamo stati anche un po' snobbati come "evento passeggero". Ci sta, ogni anno aprono e chiudono molte scuole di guida in pista e di sicura su strada, è un atteggiamento che i veterani hanno abbastanza spesso nei confronti dei nuovi. Noi stiamo durando, nonostante le difficoltà del momento storico che stiamo vivendo. Attualmente siamo in 4, io, Sabrina, Stefano e Ben, 2 istruttori e 2 tirocinanti, ma ci stiamo guardando intorno per espandere il team di lavoro! Ci concentriamo maggiormente sulla guida veloce in pista, sia sulle moto che sulle pit bike, proprio perché il circuito è un ambiente più sicuro della strada. Mi rendo conto di far storcere il naso a molti, ma in pista tutto resta sempre uguale, mentre in strada rischi di trovare spiacevoli sorprese dietro ad ogni curva, come il breccino, il bimbo che rincorre la palla o un tombino lucido di umidità, quindi è imperativo guidare sempre con mille occhi aperti in ogni direzione e questo può risultare stancante e stressante. In pista, invece, tutto resta sempre uguale e l'allievo può concentrarsi solo sulla sua guida e sulle sensazioni che trasmette la moto. Sulle pit bike, in particolar modo, facciamo lavorare sia i neofiti che i piloti più sgamati perché il rischio si riduce ancora di più! • Inoltre, sulle pit bike e sulle minimoto iniziamo alla guida i bambini, gettando le basi di futuri motociclisti! Come guida sicura in strada, invece, ci concentriamo maggiormente sulle nuove leve, ragazze e ragazzi che hanno appena preso la patente, ma non sanno effettivamente come gestirsi nella giungla che è il traffico cittadino o un passo di montagna il sabato pomeriggio. Non facciamo le corse in strada, insegniamo tecniche di guida sicura per imparare a reagire nel giusto modo ad ogni difficoltà o problematica che si può incontrare in un giro. Come detto prima, infine, organizziamo anche raduni e motogiri: ogni anno, infatti, organizziamo il nostro annuale raduno ad agosto presso l'Hotel MiraMonti di Genova, sulla meravigliosa SS45 che unisce la bassa Lombardia alla Liguria.

Quali sono gli aspetti più importanti che insegni ai tuoi allievi sulla guida sicura e veloce in moto?

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La filosofia di Benzena BikerSchool è quella dei piccoli passi, grandi risultati: facciamo una modifica, vogliamo che l'allievo si concentri solo su un aspetto della sua guida, gli chiediamo un check ogni volta che scende dalla moto. Lavorando solo ed esclusivamente con piccoli gruppi (max 3 persone) è possibile stabilire un rapporto umano, di fiducia reciproca e di conoscenza, in modo tale che se l'istruttore chiede di alzare un pochino l'asticella, l'allievo si fida e lo fa perché sa di essere sempre in safe zone. Insistiamo tanto sulla tecnica di guida e sulla posizione in sella perché solo così è possibile migliorare la sicurezza in moto e la velocità (quest'ultimo aspetto interessa solo la guida in pista, ovviamente). Il bello della nostra scuola, di Benzena BikerSchool, è che si crea sempre un clima unico, umano, di risate e complicità, in cui ogni risultato dell'allievo è una gioia immensa per l'istruttore! Il corso ufficialmente finisce alle 18, ma nessuno va mai via a quell'ora e ci si ferma sempre per fare quattro chiacchiere e magari bere qualcosina insieme!

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​Al momento, non stai gareggiando come pilota. Puoi condividere con noi i motivi di questa decisione? Hai intenzione di tornare alla competizione come pilota in futuro?

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Eh, purtroppo le moto costano, lo sappiamo tutti! Mi sono fermata per concentrarmi maggiormente sulla scuola e per mancanza di budget, ma il sogno resta sempre lì e non molla un centimetro! Non appena avrò la possibilità di farlo tornerò in griglia di partenza e giuro che non vedo l'ora!

Come è stato per te il passaggio da pilota a istruttrice e assistenza meccanica nelle gare?

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Da pilota ad istruttrice il passo è stato semplice e quasi naturale: mi piace da matti insegnare, mi è sempre piaciuto, adoro vedere i progressi di ogni allievo! Mi danno una soddisfazione immensa! Per quanto riguarda il passaggio ad assistenza meccanica, invece, partiamo dal presupposto che sono una persona curiosa e sempre disposta a lanciarmi in nuove avventure: andando avanti con gli anni e con la scuola, mi sono resa conto di conoscere troppo poco la meccanica della moto, il setting delle sospensioni, le problematiche e le soluzioni per migliorare la guida ecc. quindi, dopo 2 eventi random come assistenza in gara dal 2020 ad oggi, nel 2023 ho deciso di buttarmi a capofitto in questo nuovo mondo, diventando meccanica per il Team Fox373, squadracorse con la quale Benzena BikerSchool collabora dal 2022, e per il 511 Racing Team, un team 100% femminile che corre il CIV e il WEC. È stata una stagione intensissima, ma ho imparato tantissimo!

Puoi parlarci della tua esperienza come assistente meccanica nelle giornate di gara? Cosa comporta questo ruolo?​

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È stata un'esperienza tostissima e bellissima, in cui ho messo alla prova la mia voglia di imparare! Ci sono state giornate (e nottate!) più difficili ed altre più tranquille, come succede sempre in gara, ma reputo di aver portato a casa un bagaglio di esperienza enorme in una sola stagione! Con il Team Fox373 sono diventata (unica donna!) prima meccanica di un pilota che ha corso la 600 Base e la 600 Avanzata del Trofeo

Italiano Amatori con ottimi risultati; con il 511 Racing Team, invece, assistevo le due meccaniche e la telemetrista, tre ragazze bravissime e scafate del settore: osservavo, chiedevo, aiutavo, insomma, rompevo le scatole con mille domande!

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Come hai sperimentato la tua presenza come donna in un settore spesso dominato dagli uomini?

Questa è una domanda che mi pongono spesso. Sappiamo tutti che il motociclismo è un ambiente prettamente maschile, nel quale le ragazze sono spesso considerate delle imbranate, ma posso dire di non aver mai vissuto discriminazioni di sorta. Sarà che di mio sono una persona che si lascia scivolare addosso le cose e passa oltre;

sarà che sono estremamente combattiva e vado subito a reclamare se qualcosa non è giusto; sarà che, in fondo, spesso basta una risata e una battuta per sciogliere la tensione di un commento fuori luogo, ma non ricordo di aver vissuto momenti nei quali non mi sentissi a mio agio. Purtroppo so che moltissime ragazze hanno uno storico diverso e mi dispiace molto per loro, dev'essere un'esperienza annichilente. "| motori sono uomini" mi era stato detto una volta, ma le cose stanno cambiando e sta diventando la normalità vedere una donna che cambia un cerchio o una ragazza che mette la tuta e entra in pista! Benzena BikerSchool ha all'attivo più allieve (alcune giovanissime!) che allievi e ne siamo molto orgogliosi! In collaborazione con Miss Biker, ad esempio, abbiamo organizzato una giornata 100% lady in pista, con ben 15 ragazze e successivamente il trend è rimasto quello del femminile anche nei corsi successivi! Siamo noi, tutte noi, l'esempio per le ragazze titubanti o per quelle che hanno ricevuto insulti o commenti sgradevoli: allontanarsi dalle persone tossiche è indispensabile nella propria passione come nella propria vita!

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Cosa diresti alle giovani donne che aspirano a entrare nel mondo delle corse in moto?

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Direi solo che il mondo delle gare è un mondo duro, durissimo, fatto di sacrifici, di pianti, di non sentirsi mai all'altezza, di essere sempre troppo poco, ma che ti regala emozioni così forti, così vive, così uniche da averne la necessità ogni giorno e da sognarle di notte. Ogni gara, ogni giro, è un mondo a sé, dove devi dare il 1000% o non è abbastanza. Direi solo che si tratta di un mondo crudele nel quale l'unico re è il crono ed è lui a decidere se vai bene o no, indipendentemente dal tuo sesso.

Come vedi il futuro delle donne nel motorsport? Quali cambiamenti ti aspetti nel settore?

È fresca fresca (29 ottobre) la notizia del mondiale femminile su Yamaha R7 nel 2024, quindi direi che le cose stiano andando a gonfie vele! Ci sono gia stati 4 Europei femminili e una Coppa Italia Femminile sulle 300, quindi direi che si stia facendo molta strada nel racing! Sarebbe bello vedere più istruttrici e meccaniche, ma arriveremo anche li! Piccoli passi, grandi risultati!

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