

Ginevra Panzeri
Pilota

Come hai scoperto la tua passione per il motorsport? Ricordi il momento in cui hai capito che volevi diventare una pilota?
L'ho scoperto fin da quando ero bambina, mi piaceva andare sui kart, mi piacevano i motori in sé, il rumore e così via. Però tramite un'evento privato della Porsche Carrera Cup ho avuto l'occasione di guidarne una e da lì ho detto <<okay voglio impegnarmi seriamente!>>. Anche i piloti che erano lì mi hanno detto <<hai del potenziale, devi sfruttarlo>>, e quindi con i miei genitori abbiamo detto <<dai proviamoci!>>

La Formula 4 è una categoria estremamente competitiva. Qual è stata la tua esperienza più memorabile fino a ora? Quali sono state le sfide più grandi che hai dovuto affrontare?
Le sfide più grandi ci sono tutti i giorni e devi impegnarti al massimo, dare il meglio di te, fare tutto bene, e cercare di ottenere i risultati che si vogliono ottenere. La Formula 4 è molto competitiva, infatti mi piace tantissimo l'adrenalina, il rumore, il suono, tutto mi piace! Anche le tecnologie che ci sono, perché sono molto avanzate ed è molto molto bello.

Spesso non si parla abbastanza della preparazione che richiede una carriera nel motorsport. Puoi raccontarci come ti prepari fisicamente e mentalmente per una gara?
Ci vuole tanta preparazione dietro. Ad esempio, io ogni giorno cerco di fare palestra almeno per due/due ore e mezza, dipende ovvimente da cosa si deve fare. Anche in pista, prima di ogni allenamento, faccio il salto con la corda, o gioco con le palline per i riflessi, e faccio qualche esercizio con gli elastici. Insieme a questi esercizi c'è anche il simulatore che faccio un'ora al giorno, che è una parte molto importante, perché ti aiuta a conoscere la pista e quant'altro.
Quale esercizio ti piace di più?

In realtà mi piace tutto! Ovviamente correre in pista, sentire tutte le sensazioni, la velocità, lo sprint, tutto, soprattutto l'adrenalina.

Il motorsport sta lentamente aprendo più porte per le donne, ma rimane un ambiente prevalentemente maschile. Quali sono le difficoltà specifiche che hai riscontrato come giovane pilota donna e come le hai affrontate?
Non ho riscontrato grosse difficoltà, non più di tanto. Perché alla fine se si crede in un sogno, si raggiunge. Però bisogna credere in quel sogno, fortemente. Nulla in particolare finora, sono all'inizio della carriera quindi non mi è successo ancora niente. Non mi trovo a disagio e non noto questa grande differenza. Magari ci sono alcune persone che a volte mi guardano con occhi diversi, come se fossi solo un'insetto da schiacciare, però altri mi guardano come se fossi alla loro stessa altezza.
Hai qualche rituale o portafortuna prima delle gare? Come ti concentri o gestisci l'ansia poco prima di salire in macchina?
Io gestisco l'ansia, o comunque tutte le sensazioni che si hanno prima di salire sulla vettura, facendo l'uncinetto, ascoltando la musica, saltando la corda o ridere e parlare con gli ingegneri. Però principalmente lavorare a maglia mi aiuta molta.
C’è qualche pilota, donna o uomo, che ti ispira particolarmente? Chi consideri come un modello da seguire e perché?

Un modello da seguire secondo me è Ayrton Senna, però purtroppo se n'è andato, ma mi sarebbe piaciuto incontrarlo. In generale mi ispirano un po' tutte le persone famose e di alto livello che lavorano in Formula 1, o guardando anche solo la F1 Academy con Bianca Bustamante, Doriane Pin e altre.
Quali sono i tuoi obiettivi a breve e lungo termine nel motorsport? Ci sono categorie o campionati in cui sogni di competere?


Il sogno nel cassetto è molto grande, ed è arrivare in Formula 1, però l'alternativa più fattibile sarebbe iniziare il campionato di Formula 4, o iniziare dal campionato di Formula 4 in Spagna o riuscire a competere in F1 Academy.
Che consiglio daresti a una ragazza giovane che vuole avvicinarsi al mondo del motorsport? Cosa dovrebbe aspettarsi e come può affrontare le difficoltà?
Innanzitutto la cosa molto importante è che bisogna veramente dedicare tanto tempo, avere passione e credere in se stessi. Perché se non si crede in se stessi, secondo me, non si va da nessuna parte. Bisogna fare molti sacrifici, io che sono solo ad inizio carriera ho dovuto farne tanti tra cui il non vedere la mia famiglia per tanto tempo, perché sono sempre via in giro per gli autodromi. Soprattutto il mio fratellino piccolo mi dice sempre <<Ginny dove sei, torna a casa!>> o si preoccupa. Quindi sì, fare tanti sacrifici e credere nei propri sogni perché si avverano.
Come gestisci il tuo percorso scolastico?
A scuola ho il mio percorso personalizzato, ho il certificato agonistico per gli atleti, che mi dà una grande mano, ma mi porto avanti studiando a casa e a volte anche negli autodromi mi leggo le mappe concettuali per poi fare le interrogazioni quando tornerò a scuola.

Poco prima delle gare, hai bisogno di isolarti e concentrarti su te stessa, oppure hai anche bisogno di qualcuno al tuo fianco?
Di gare ne ho fatte poche, ma di solito oltre a fare l'uncinetto parlo con gli ingegneri, faccio tutto tranne che pensare alla gara, perché se pensi alla gara secondo me più si crea un'agitazione interna. La miglior cosa è non pensarci troppo.
Secondo te, come sarà il futuro del motorsport per le donne? Credi che stiamo andando verso una maggiore inclusività e pari opportunità?
Secondo me stiamo andando per la strada giusta, man mano si salirà di livello e ci sarà più eguaglianza tra tutti, si andrà a creare un'unica Formula 1.
