

Aurora Corradin
Pallavolista

Qual è stato il momento che ti ha fatto innamorare della pallavolo e cosa ti spinge a praticarla da così tanto tempo?
Pratico pallavolo da quando avevo 8 anni e ora ne ho quasi 24..quindi direi da tanto!
Paradossalmente, però, ho capito di essere innamorata persa di questo sport solo quando sono stata costretta a fermarmi a causa del Covid-19 circa quattro anni fa. Quello stop obbligato mi ha fatto capire che non potevo vivere senza la pallavolo. Ho iniziato a giocare a pallavolo grazie al cartone animato di Mila&Shiro che mi ha affascinato talmente tanto da spingermi ad iscrivermi a questo sport. Da quel momento ho continuato a farlo principalmente perché mi divertivo e conoscevo nuove persone con cui ho instaurato amicizie durature.


Puoi condividere un ricordo particolarmente emozionante o significativo legato alla tua esperienza nel mondo della pallavolo?
Un ricordo che porto nel cuore e che credo abbia cambiato la mia visione di questo sport, è stato quando con la squadra siamo andate ad un torneo a Salsomaggiore. Eravamo piccole, forse under4 o al massimo under16, e siamo state tre giorni fuori casa a giocare a pallavolo. Non era la prima volta che partecipavamo a quel torneo, ma era la prima volta in cui lo abbiamo vinto. Mi ricordo perfettamente le nostre emozioni e le lacrime della mia allenatrice, un'esperienza significativa. Dopo questo ritiro tutta la squadra è cambiata: ci siamo unite di più e siamo migliorate anche nel gioco.
Per te, cosa rappresenta la pallavolo e quale ruolo ha nella tua vita?
Per me la pallavolo rappresenta tante cose: una valvola di sfogo, un luogo sicuro, una seconda casa e una seconda famiglia. Credo che i legami che instauri tramite lo sport siano quelli più veri.
Quali sono gli ostacoli più significativi che le donne nel mondo della pallavolo devono ancora affrontare?


Penso che l'ostacolo principale sia legato a come viene percepito il gioco nella pallavolo femminile rispetto alla pallavolo maschile. La pallavolo femminile viene reputata più "facile" in quanto noi donne, biologicamente, non possediamo la stessa forza degli uomini. Il nostro gioco, quindi, è molto più tattico e mentale rispetto a quello degli uomini che si basano principalmente su chi attacca più forte. Per questo motivo la pallavolo femminile viene messa in secondo piano o reputata più semplice. lo, invece, credo che siano semplicemente due modi diversi di praticare questo sport e che si possano apprezzare entrambi, in base alle proprie preferenze!
Puoi raccontare un momento in cui hai dovuto superare una sfida significativa nel tuo percorso pallavolistico e come hai affrontato quella situazione?
La sfida più difficile che ho affrontato nel mio percorso pallavolistico è stata cambiare squadra e società. Ho passato 12 anni della mia vita nella stessa squadra della stessa società, con le stesse persone. Conoscevo tutti e mi sentivo a casa, ma c'è stato un momento in cui ho capito che la mia passione per questo sport era molto più forte del resto della squadra e ho sentito il bisogno di cambiare. Ero terrorizzata all'idea, anche perché sono una persona che esce poco dalla sua comfort zone, ma sono andata avanti solo per l'amore che provo per la pallavolo. Alla fine si è rivelata la scelta giusta, ho conosciuto un nuovo mondo e ho capito veramente quali sono le mie capacita e i miei limiti, oltre a conoscere persone nuove con cui ho instaurato un rapporto meraviglioso.

Quali sono i valori fondamentali che credi siano essenziali per costruire una squadra di successo nella pallavolo femminile?
Credo che per costruire una squadra di successo nella pallavolo femminile non possa mancare la passione per questo sport, in primis. Altre componenti fondamentali penso siano la solidarietà, l'empatia e la collaborazione, ma anche l'aggressività sul campo da gioco. Bisogna essere in grado di aiutarsi a vicenda senza pensare di essere migliori degli altri, ma ricordarsi che la pallavolo è uno sport di squadra e in quanto tale si vince e si perde insieme. E la squadra che conta e non il singolo!

Cosa vorresti trasmettere alle persone che non conoscono a fondo il mondo della pallavolo femminile e che potrebbero non apprezzarne appieno l'importanza?
Mi rivolgo soprattutto alle ragazze: quando si fa parte di una squadra di pallavolo non si può fingere di essere quello che non si è. Quando si tratta di sport e competitività emerge la vera personalità di una persona. Questo è il motivo principale per cui le amicizie nate sul campo da gioco sono le più vere e durature. Conosci l'altra persona a fondo e vedi ogni sfaccettatura del suo carattere. Credo che un aspetto straordinario della pallavolo femminile che, però, non viene preso molto in considerazione sia proprio questo. Fare questo sport ti permette di conoscere gli altri e, soprattutto, te stesso fino in fondo e questa cosa è affascinante.
