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Lo sapevi che la WNBA è stata tra le prime leghe sportive professionistiche a garantire il congedo di maternità pagato alle proprie atlete?

1 mar
Tempo di lettura: 1 min
Una scelta che va ben oltre il campo da gioco.

In un mondo sportivo dove per anni la carriera femminile è stata vista come “incompatibile” con la maternità, la WNBA ha lanciato un messaggio forte e chiaro: essere madri e atlete professioniste non solo è possibile, ma è un diritto da tutelare.

Per molto tempo, alle atlete è stato implicitamente chiesto di scegliere: carriera o maternità. Una gravidanza veniva vista come un ostacolo, una pausa “scomoda”, talvolta persino come la fine di un percorso sportivo. La WNBA ha ribaltato questa visione, affermando che il corpo femminile non è un limite, ma una realtà da rispettare e tutelare.

Dal sito web di ESPN
Dal sito web di ESPN

Grazie a questa politica, le giocatrici possono affrontare la maternità senza perdere lo stipendio, senza temere di essere escluse o dimenticate, e con la garanzia di un supporto concreto al rientro in campo. 
Il valore di questa scelta va oltre le singole atlete. La WNBA ha lanciato un messaggio potente a tutto il sistema sportivo, maschile e femminile: la professionalità non si misura solo in minuti giocati o punti segnati, ma anche nella capacità di proteggere i propri lavoratori. 

In un’epoca in cui si parla sempre di più di parità di genere, la WNBA dimostra che le parole contano, ma sono le azioni concrete a fare la differenza. Il congedo di maternità pagato non è solo una conquista contrattuale: è una vittoria culturale, un passo enorme verso uno sport più umano, inclusivo e giusto.


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