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Camille du Gast: Storytime di come sono diventata la prima donna a sfidare gli uomini nelle corse automobilistiche della Belle Époque

21 apr
Tempo di lettura: 2 min
Sono sempre stata quella che chiamano un "maschiaccio" e crescere nella Parigi bene non mi ha
impedito di amare la scherma, il tiro a segno o di andare a cavallo.

Ho sposato Jules Crespin, un uomo ricchissimo che gestiva i grandi magazzini Dufayel, e insieme
volavamo in mongolfiera. Pensate che nel 1895 mi sono lanciata con il paracadute da 600 metri d'altezza!

Purtroppo sono rimasta vedova a soli 27 anni, con una figlia piccola e una fortuna immensa. Molte
donne si sarebbero chiuse in casa, ma io? lo avevo bisogno di adrenalina. È così che è iniziato il mio
amore per i motori. Poco dopo sono diventata la seconda donna al mondo a partecipare a una gara internazionale, la Parigi-Berlino. Sono partita per ultima su 122 partecipanti e sono arrivata 33esima!

Due anni dopo ho corso la Parigi-Madrid, quella che poi hanno chiamato "la corsa della morte". Ero
ottava quando ho visto un altro pilota, Phil Stead, schiacciato sotto la sua auto in un fosso. Non ci ho
pensato due volte: mi sono fermata e l'ho assistito finché non è arrivata l'ambulanza. I medici hanno
detto che gli ho salvato la vita.

Ma purtroppo l'anno dopo mi hanno vietato di correre, dicendo che noi donne siamo troppo "eccitabili". Allora ho detto: "Va bene, se non volete che guidi sulla strada, lo farò in mare!. Ho vinto la gara Algeri-Tolone del 1905 in un modo assurdo: c'è stata una tempesta terribile e siamo affondati quasi
tutti, ma siccome io ero quella più vicina alla meta, mi hanno dichiarata vincitrice due mesi dopo!

La vita non mi ha risparmiato nulla. Tra le tante cose, mia figlia ha pure cercato di farmi uccidere per
l'eredità nel cuore della notte. Dopo quel trauma ho dedicato la mia vita agli animali e alla lotta per i
diritti delle donne.

lo, sono Camille du Gast.

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