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Giorgia Sottana: un simbolo e una leggenda del basket Italiano

30 apr
Tempo di lettura: 2 min
Giorgia Sottana nasce a Treviso nel dicembre del 1988, una città dove il basket si sente nell'aria e che ha avuto i suoi momenti di gloria. Lei si avvicina a quel mondo grazie a suo padre allenatore. Giorgia esordisce in Seria A nella stagione 2003-2004 a 16 anni con la maglia della Reyer Venezia, quella stessa squadra che incontrerà da avversaria varie volte durante la sua carriera.
Nel settembre del 2011 firma un contratto con il Cras Taranto dove vincerà il primo scudetto della sua carriera da protagonista.
Colpiti dal suo talento Schio decide di firmare con lei nell'agosto del 2012 per dare inizio ad una dinastia cestistica che va avanti ancora oggi.

Al Familia ha giocato per 11 stagioni, ma divise in due fasi: dal 2012 al 2017 e poi dal 2020 fino a domenica. In quei 3 anni lontani da Schio, Giorgia è uscita dalla sua comfort zone andando per la prima volta a giocare fuori dall'Italia. A 30 anni lei ha colto questa sfida, prima andando a giocare a Montpellier, poi è arrivata a giocare al Fenerbahçe, una delle squadre più forti del mondo, vincendo anche 2 campionati turchi. Infine ritorna in Francia al Flammes Carolo per una stagione.
Ed ecco che nell'estate del 2020 ritorna in quella che definisce casa sua e cioè Schio, per continuare a vincere e portare in alto da capitana la sua squadra.

Le sue ultime ciliegine sono state: il suo ultimo canestro su azione con un arresto e tiro sulla linea di fondo, marcata dall'avversaria, pressata dal cronometro, che lei fa sembrare semplicissimo; poi
2 tiri liberi glaciali a pochi secondi dalla fine quando Venezia cercava di rientrare.
Nella sua carriera ha vinto di tutto: 9 scudetti, 9 Supercoppa Italiana, 12 Coppa Italia, ma anche 2 campionati turchi e una Coppa di Turchia. In Italia ha vinto 30 trofei, vincendo più trofei lei da sola di "quasi" tutte le squadre femminili e maschili di Serie A.

Con la maglia della nazionale ci è cresciuta fin dalle giovanili nel 2001, esordendo nella nazionale maggiore nel 2007 e chiudendo nel 2020 con 140 presenze e 1362 punti nel suo prime e con lo status di capitana. Un addio che fa storcere il naso e forse non avvenuto nel modo giusto, che lei apprende direttamente dalla lista delle convocate in vista delle partite di qualificazione ad Eurobasket.

Giorgia non è stata solo una leggenda dentro al campo, lo è stata anche fuori, cercando sempre di fare sentire la voce delle giocatrici e facendosi sentire quando le cose non erano propriamente rosee. L'ultimo insegnamento ce lo ha dato proprio nel momento in cui ha deciso di ritirarsi, perché lo ha scelto lei, non il suo corpo. Ha detto che "continuare a farlo è molto più facile che smettere", e lei ha smesso ad un livello alto, proprio come si era immaginata, con un triplette portato a casa per concludere.

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